La vinificazione
L’elaborazione dello Champagne è un’arte fine, frutto di saperi trasmessi di generazione in generazione. Dietro ogni bottiglia si cela un lungo processo, che comprende precisione tecnica, intuizione e pazienza. Dalla fermentazione del succo all’assemblaggio, passando dalla presa di spuma e l’affinamento sui lieviti, ogni passaggio svolge un ruolo fondamentale per creare questo vino eccezionale. Invitiamo a scoprire di seguito questo percorso esigente, meticoloso ed affascinante.
La vinificazione nella Champagne
Una volta estratto, il succo d’uva è trasferito in tini in acciaio inox o botti in legno per iniziare la prima fermentazione alcolica. A contatto coi lieviti, lo zucchero contenuto nel succo si trasforma naturalmente in alcol nel corso di un processo che dura generalmente tra le due e le tre settimane.
Terminata questa fermentazione, il vino viene lasciato riposare per diversi mesi. Diviene ciò che chiamiamo un vino chiaro, ovvero un vino fermo, senza bollicine, che già presenta le prime espressioni aromatiche.
L’assemblaggio delle cuvée
Qui inizia la vera e propria arte dello Champagne. A differenza della maggioranza degli altri vini, gli Champagne sono un assemblaggio di vini chiari provenienti da diverse annate, parcelle o vitigni. Questa maestria unica al mondo consente di mantenere uno stile costante di anno in anno, nonostante le variazioni climatiche.
Le cantine nella Champagne compongono le proprie cuvée come gli chef creano le proprie ricette: con precisione, intuizione e esperienza. L’obiettivo è di ottenere un equilibrio perfetto tra freschezza, struttura e complessità.
Quando la vendemmia di un anno è ottima, una cuvée può essere realizzata con il vino di questa sola raccolta. Si parla in questo caso di Champagne millesimato, la cui personalità rispecchia fedelmente le caratteristiche dell’annata.
Il tirage e la presa di spuma
Dopo l'assemblaggio c’è la fase del tirage: il vino è imbottigliato con l’aggiunta dello sciroppo di dosaggio, o liqueur de tirage, una miscela di zucchero e lieviti selezionati. Questa miscela fa scattare una seconda fermentazione direttamente in bottiglia.
Durante questa fermentazione si forma l’anidride carbonica, imprigionata nella bottiglia, che dà vita all’effervescenza tipica dello champagne. Questa fase delicata si chiama presa di spuma.
Deve svolgersi lentamente e a una temperatura costante per garantire la finezza delle bollicine e permettere agli aromi più sottili di svilupparsi.
Le Vieillissement sur Lies
Dopo la presa di spuma, le bottiglie sono lasciate riposare sui lieviti - le fecce morte della fermentazione - in cantine di creta.
Questa maturazione sui lieviti è una tappa cruciale. Consente al vino di aumentare in complessità, struttura e ricchezza aromatica.
La durata minima di questa maturazione è di un anno per gli Champagne non millesimati e di tre anni per i millesimati; tuttavia, alcune cantine decidono di prolungare l’attesa ben oltre questo periodo per sviluppare aromi ancora più raffinati.
Durante tutta questa fase le bottiglie restano coricate e riposte su listelli di legno nell’oscurità e freschezza costante delle cantine.

